RK 3 – Tribute Page To …

Enzo Jannacci, Dario Fo e Giorgio Gaber

Dai dai, conta su
Ah beh, sì beh
Dai dai, conta su
Ah beh, sì beh
Dai dai, conta su
Ah beh, sì beh
Dai dai, conta su
Ah beh, sì beh
Ah beh, sì beh

Ho visto un re
Sa l’ha vist cus’e’?
Ha visto un re!
Ah beh, sì beh
Un re che piangeva seduto sulla sella
Piangeva tante lacrime
Ma tante che
Bagnava anche il cavallo
Povero re
E povero anche il cavallo
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh

È l’imperatore che gli ha portato via
Un bel castello
Ohi che baloss!
Di trentadue che lui ce ne ha
Povero re
E povero anche il cavallo
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh

Ho visto un vesc
Sa l’ha vist cus’e’?
Ha visto un vescovo
Ah beh, sì beh
Anche lui, lui
Piangeva, faceva un gran baccano
Mordeva anche una mano
La mano di chi?
La mano del sacrestano
Povero vescovo
E povero anche il sacrista
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh
Conta su, dai

È il cardinale che gli ha portato via
Un’abbazia
Oh poer crist
Di trentadue che lui ce ne ha
Povero vescovo
E povero anche il sacrista
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh
Conta su

Ho visto un ric
Sa l’ha vist cus’e’?
Ha visto un ricco!
Un sciur!
Sì, ah beh, sì beh
Ah beh, sì beh

Il tapino lacrimava su un calice di vino
Ed ogni go, ed ogni goccia andava
Deren’t al vin?
Sì, che tutto l’annacquava!
Pover tapin
E povero anche il vin
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh
Dai conta su

Il vescovo, il re, l’imperatore
L’han mezzo rovinato
Gli han portato via
Tre case e un caseggiato
Di trentadue che lui ce ne ha
Pover tapin
E povero anche il vin
Sì beh, ah beh, sì beh

Dai conta su
Dai, dai conta su
Ah beh
Dai conta su
Sì sì
Dai conta su, dai

Ho vist un villan
Sa l’ha vist cus’e’?
Un contadino!
Ah beh, sì beh
Ah beh, sì beh

Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore
Perfino il cardinale
L’han mezzo rovinato
Gli han portato via
La casa, il cascinale
La mucca
Il violino
La scatola di kaki
La radio a transistor
I dischi di Little Tony
La moglie

E po’, cus’è?
Un figlio militare
Ah beh, sì beh
Gli hanno ammazzato anche il maiale
Pover purscel
Nel senso del maiale
Sì beh, ah beh, sì beh

Ma lui no, lui non piangeva
Anzi ridacchiava
Ah! Ah! Ah!
Ma sa l’e’, matt?
No
Il fatto è che noi villan
Noi villan

E sempre allegri bisogna stare
Che il nostro piangere fa male al re
Fa male al ricco e al cardinale
Diventan tristi se noi piangiam
E sempre allegri bisogna stare
Che il nostro piangere fa male al re
Fa male al ricco e al cardinale
Diventan tristi se noi piangiam
Ah beh

https://www.youtube.com/watch?v=NV1flzDPcxw

Quelli che cantano dentro nei dischi perché ci hanno i figli da mantenere, oh yeh
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d’equipe
Convinti d’essere stati assunti da un’altra ditta, oh yeh
Quelli che fanno un mestiere come un altro
Quelli che accendono un cero alla Madonna perché hanno il nipote che sta morendo, oh yeh

Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yeh, no
Quelli che Mussolini è dentro di noi, oh yeh
Quelli che votano a destra perché Almirante sparla bene, oh yeh
Quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri, oh yeh

Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yeh
Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yeh
Quelli che vomitano, oh yeh, no, no, ne, yeh
Quelli che tengono al re

Quelli che tengono al Milan, oh yeh
Quelli che non tengono il vino, oh yeh
Quelli che non ci risultano, oh yeh, no yeh
Quelli che credono che Gesù Bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yeh

Quelli che la notte di Natale scappano con l’amante
Dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yeh
Intesi come figli, oh yeh
Quelli che fanno l’amore in piedi convinti di essere in un pied-à-terre, oh yeh
Quelli, quelli che, quelli che son dentro nella merda fin qui, oh yeh, no yeh
Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yeh

Quelli che, quelli che non possono crederci ancora adesso che la terra è rotonda, oh yeh
No yeh
Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yeh
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yeh
Quelli che vogliono arruolarsi nelle SS

Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yeh
Quelli che dicono: “La mia serva”, oh yeh, no yeh
Quelli che organizzano la marcia per la guerra, oh yeh
Quelli che organizzano tutto, oh yeh

Quelli che perdono la guerra per un pelo, oh yeh, no yeh
Quelli che ti vogliono portare a mangiare le rane, oh yeh
Quelli che sono soltanto le due di notte, oh yeh
Quelli che hanno un sistema per perdere alla roulette, oh yeh

Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yeh
Quelli che non ci sentivano, oh yeh
Quelli diversi dagli altri, oh yeh
Quelli che puttana miseria, oh yeh

Quelli che quando perde l’Inter o il Milan dicono che in fondo è una partita di calcio
E poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yeh
Quelli che dicono che i soldi non sono tutto nella vita, oh yeh
Quelli che qui è tutto un casino, oh yeh
Quelli che per principio non per i soldi, oh yeh, oh yeh

Quelli che l’ha detto il telegiornale, oh yeh
Quelli che lo status quo, che nella misura in cui, che nell’ottica, oh yeh
Quelli che hanno una missione da compiere, oh yeh, nobody else
Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yeh
Quelli che fanno un mestiere come un altro

Quelli che aspettando il tram né ridendo né scherzando, oh yeh, no, no, no yeh
Quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, oh yeh
Quelli che la mafia “non ci risulta”, oh yeh
Quelli che ci hanno paura delle cambiali, oh yeh

Quelli che lavoriamo tutti per Agnelli, oh yeh
Quelli che tirano la prima pietra, ma che anche la seconda e la terza e la quarta e dopo
E dopo se sa no
Quelli che alla mattina alle sei, freschi come una rosa no
Si svegliano per vedere l’alba che è già passata
Quelli che assomigliano a mio figlio, oh yeh

Quelli che non si divertono mai, neanche quando ridono, oh yeh
Quelli che a teatro vanno nelle ultime file per non disturbare, oh yeh
Quelli, quelli di Roma
Quelli che non c’erano

Quelli che hanno cominciato a lavorare da piccoli
Non hanno ancora finito e non sanno che cavolo fanno, oh yeh
Nobody else
Quelli lì

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà
La mamma no
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa
La Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva
La pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto
Qualcuno era comunista perché prima, prima, prima, era fascista
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai
Che voleva essere uno di loro
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione? Oggi, no
Domani forse ma dopodomani sicuramente
Qualcuno era comunista perché:
“La borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo”
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre
Qualcuno era comunista perché guardava solo Rai3
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali
Parastatali e affini
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico
Per il Vangelo secondo Lenin
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri
Qualcuno era comunista perché c’era il Grande Partito Comunista
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa

Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l’Uganda

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più

Di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia

La stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera

Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista

Qualcuno era comunista perché non sopportava più
Quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia

Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice
Solo se lo erano anche gli altri

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo
Perché sentiva la necessità di una morale diversa
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno

Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come
Più di se stesso: era come due persone in una
Da una parte la personale fatica quotidiana

E dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo
Per cambiare veramente la vita
No, niente rimpianti
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare
Come dei gabbiani ipotetici

E ora?
Anche ora ci si come sente in due
Da una parte l’uomo inserito
Che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
E dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo
Perché ormai il sogno si è rattrappito
Due miserie in un corpo solo